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| I sette Artisti |
Gianfranco
Ferroni,
nato a Livorno il 22 febbraio 1927, ha partecipato ad importanti
mostre nazionali ed internazionali, tra le altre, la Biennale
di Venezia, nel 1958, 1964, 1968, 1982. È morto a
Bergamo nel 2001.
Nello studio che Ferroni dipinge desolato, luminoso e risonante,
come fosse, pur così preciso, lontano da ogni verità,
avvengono miracoli opposti: tutto è detto, indagato
ed esposto, con una precisione ed un nitore così ossessivi
che da essi si sprigiona il mistero delle cose; ma è un
mistero, attraverso le cose, della nostra vita, della materia,
dell’immanenza. Nelle opere di Ferroni degli anni settanta,
quelle per cui si unisce, facendone un poco da fulcro, al
gruppo di pittori qui presentato, si sentono convivere, in
un abbraccio inatteso, angoscia e amore. E ne nasce una poesia
figurativa tra le più intense.
Sandro Luporini è nato a Viareggio
il 12 luglio 1930. Studia ingegneria all’Università di
Pisa. Nel 1953 decide di dedicarsi alla pittura e si trasferisce
a Roma.
Nel
1963 si lega alla galleria “Il Fante di
Spade” e nel 1983 all’Adac di Modena. Luporini
da sempre ha unito alla pittura una parallela attività letteraria: è stato
infatti per quasi quarant’anni il coautore delle canzoni
e dei testi teatrali interpretati da Giorgio Gaber. Nell’opera
pittorica di Sandro Luporini la luce è protagonista.
Vela le apparenze, svela la realtà; appare mutabile,
varia, si modifica sottilmente, e quasi delicatamente, secondo
gli oggetti su cui si posa. Luporini ha uno straordinario
modo di comporre l’immagine.
Nei suoi quadri vi è un contrasto misuratissimo e
suggestivo tra la penombra della stanza e lo splendore dell’aria
e la spiaggia che digrada oltre la balaustra.
Giuseppe Bartolini è nato a Viareggio
il 6 giugno 1938. Consegue il diploma di maturità artistica
e frequenta la facoltà di architettura a Firenze.
La Pittura di Bartolini si è a lungo soffermata sull’analisi
del territorio pisano realizzando sulla città di Pisa
alcune delle sue opere di maggiore impegno. Dipinge esterni,
non si può dire paesaggi; da sempre però, non
a periodi; è l’unico del gruppo a farlo. Certo
il sentimento dello spazio è diverso; anche la luce
e la poesia. Le sue immagini, pur così nitide, luminose,
intatte e come risonanti, contengono un sottile strazio;
dal cielo terso e uguale, dall’assenza di persone,
dalla bellezza che gli oggetti anche più infimi e
corrotti contengono e mostrano, dall’immobilità del
tutto, esala una malinconia aspra, come sorpresa e fusa entro
la luce.
Giuseppe Biagi è nato a Viareggio
il 3 febbraio 1949. Dopo aver frequentato il Liceo Artistico
di Carrara, si iscrive da prima alla facoltà di architettura
di Firenze, poi alla Facoltà di Lettere di Pisa. Partecipa
ad alcune iniziative sul finire degli anni sessanta con un’intensa
produzione informale. Vive e lavora a Viareggio. Nelle opere
degli anni ottanta la luce di Biagi è uno straordinario
artificio mentale; si stende delicata, omogenea, evanescente,
medianica, tutta contesa di grigi, di perle, di nebbie, e
il chiarore che suscita è così diffuso e unito
da sembrare quello di un ricordo.
Nelle opere ultime, il segno, l’inventiva, un ordine
mentale che crea, che compone e scompone ogni cosa su cui
lo sguardo di Biagi si pone, porta l’osservatore a
ritrovare un ordine che sta nelle cose, e che spesso ci sfugge
perché non riusciamo a decodificarle.
Lino Mannocci è nato a Viareggio
il 13 aprile 1945. Nel 1968 si trasferisce a Londra. Vive
e lavora a Londra e Montigiano.
Anche Mannocci, come Biagi, è oggi attratto dall’informale.
Ed è interessante la ricerca che conduce da tempo
in questa esperienza che dalla metà degli anni ottanta
si va sempre più caratterizzando.
La particolarità che in questa mostra emerge è il
passaggio graduale ma determinato che lo porta non tanto
alla negazione delle passate esperienze, ma a fare di queste
materia di elaborazione. Finissima è la sua materia
e la luce di questi quadri delicata, lievemente magica, tutta
impastata di colore e come dal colore stesso emessa.
Giorgio Tonelli è nato a Brescia
il 5 settembre 1941. Si laurea in giurisprudenza all’Università di
Pavia nel 1964. Inizia a dipingere professionalmente nel
1970. 
All’inizio degli anni novanta si è trasferito
a Bologna dove tuttora vive e lavora. Da diversi anni è uno
degli artisti di maggior prestigio della Galleria Forni di
Bologna con la quale ha esposto nelle più diverse
parti del mondo. Tonelli sembrava, in certe opere di qualche
anno fa, voler concedere alla pop-art iperrealista; ma era
un errore di visione e di giudizio, crederlo, poiché la
sua pittura, come quella di tutti gli altri artisti del gruppo,
era anzi all’opposto; molto distante dalla pop-art
e dall’iperrealismo non soltanto perché non
palesava nessuno dei loro vizi, ma proprio, e ciò è fondamentale,
per la disposizione del sentimento e la qualità della
poesia.
Bernardino Luino è nato a Latina
il 27 marzo del 1951. Frequenta i corsi di pittura presso
l’Accademia di Belle Arti di Roma e Firenze. Nel
1976 si trasferisce a Milano. 
Nel 1978 si impegna con l’Adac
di Modena. Nel 1985 inizia un rapporto di collaborazione
con la Galleria Henoch di New York che gli organizza mostre
in diversi Stati americani.
Le nature morte di Luino sono palpitanti tracce d’esistenza.
Il lenzuolo ha tutte le tracce antropomorfe del corpo che
l’ha sgualcito e che presto lo sgualcirà ancora,
e il limone è gonfio del sole che lo ha maturato;
le tovaglie e i lini si increspano di pieghe e di forme,
le stanze, e gli spazi sono proprio ciò che sembrano:
vale a dire quinte quotidiane e domestiche in cui l’autore
trascorre gran parte della vita, in cui si formano i pensieri
e trascorrono le parole dette o solo pensate. |
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Spazio
Oberdan
Viale Vittorio Veneto 2,
Milano
Orari:
tutti i giorni 10–19.30,
martedì e giovedì fino alle 22,
chiuso il lunedì
Ingressi:
intero € 6,20
ridotto € 4,10 gruppi scolastici € 2,50
Informazioni al pubblico:
Spazio Oberdan tel. 02.7740.6300 / 6302
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Altre informazioni:
» Vai
al sito di Adac Modena |
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