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Teatro
Strehler -
Largo Greppi 1 - Milano |
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Fondato
il 14 maggio del 1947 da Paolo
Grassi, Giorgio Strehler e Nina Vinchi, il
Piccolo Teatro di Milano è stato il primo
teatro stabile italiano a gestione pubblica.
In cinquantaquattro anni di attività ha
rappresentato oltre duecentotrenta
spettacoli, con titoli che vanno da
Shakespeare (Re Lear e La Tempesta)
a Goldoni (Le baruffe chiozzotte,
Il campiello e soprattutto Arlecchino
servitore di due padroni, lo spettacolo che
ancora oggi fa conoscere il nome del
Piccolo in giro per il mondo). Senza
dimenticare Bertolt Brecht, un autore che
al Piccolo ha trovato una “seconda casa”,
con spettacoli come L’opera
da tre soldi,
Vita di Galileo, L’anima buona di Sezuan.
E ancora Cechov (Il giardino dei
ciliegi) e
Pirandello (I giganti della montagna,
Come tu mi vuoi). Tra gli autori cari al
Piccolo di Giorgio Strehler non va
dimenticato Goethe, al quale è stato
dedicato l’evento “Progetto Faust” con i
due spettacoli Faust frammenti parte I e
Faust frammenti parte II.
Oltre alla sede storica di Via Rovello, il Piccolo ha
programmato da sempre anche altre sale
della città: dal ‘64 al ‘97, il Teatro Lirico;
dall’86, data della sua riapertura al
pubblico dopo la ristrutturazione ad opera
di Marco Zanuso, lo spazio sperimentale
del Piccolo Teatro Studio, luogo scenico
non convenzionale e ideale punto di
incontro per le più interessanti nuove
tendenze del teatro europeo. Il 1986 è stato anche
l’anno della fondazione, ad
opera di Giorgio Strehler, della Scuola di
Teatro del Piccolo, oggi diretta da Luca
Ronconi, che ha diplomato in questi anni
più di 80 attori professionisti.
Nella stagione ‘97/98 il Nuovo Piccolo
Teatro, anch’esso opera di Marco Zanuso
(oggi Teatro Strehler), è stato finalmente aperto ai milanesi
e al pubblico di tutto il
mondo. Scomparso nella notte di Natale
del 1997, Giorgio Strehler non ha potuto
assistere all’inaugurazione ufficiale del
teatro che porta il suo nome, avvenuta il
26 gennaio del 1998 con la
rappresentazione dell’opera mozartiana
Cosi fan tutte, l’ultima
creazione del regista. Dopo la morte di Strehler, la
direzione del teatro è stata assunta da
Sergio Escobar, mentre a Luca Ronconi è stata affidata
la direzione artistica dell’ente.
Nel suo percorso di esplorazione di nuove
possibili forme drammaturgiche, Luca
Ronconi ha affrontato finora opere di
autori classici e contemporanei: La
vita è sogno di Pedro Calderón de
la Barca, Il
sogno di Strindberg, Lolita,
sceneggiatura di Vladimir Nabokov, I
due gemelli veneziani di Goldoni, Phoenix di
Marina Cvetaeva, Candelaio di
Giordano Bruno che ha debuttato nel maggio 2001 al
Teatro Bellini di Palermo.
La stagione 2001/2002 prosegue il
progetto di sperimentazione intrapreso,
proponendo, oltre alle riprese delle regie
ronconiane di I due gemelli veneziani e di
Phoenix, l’edizione
teatrale firmata da Luca Ronconi di un romanzo tra i meno
noti di Henry James, Quel che sapeva
Maisie, accanto a un progetto dedicato al
rapporto scena/scienza, con il
riallestimento a Milano di Candelaio e
la novità assoluta della messa in scena nello
spazio degli ex Laboratori del Teatro alla
Scala alla Bovisa di Infinities,
dello scienziato John D. Barrow. Tra le nuove
produzioni, anche Ite missa est del
contemporaneo Luca Doninelli, diretto da
Claudio Longhi e Buffa Opera di
Luca Francesconi, insolita “opera buffa” su libretto di Stefano Benni.
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