L'idea del progetto "OIKIA. Spazio di accoglienza e incontro a favore di donne adulte e anziane in condizione di disagio sociale" nasce dalla rilevazione, a partire da dati di esperienza e da studi specifici, che esistono particolari fattori di rischio per le donne sole, soprattutto anziane e per le donne adulte che vivono in famiglie problematiche e monogenitoriali.
L'isolamento, l'incapacità di chiedere aiuto, la scarsità di consapevolezze esistenziali e relazionali, i traumi subìti producono disagio, mancanza di autostima e di risorse esplicite per fare fronte alle condizioni di precarietà personali e familiari.
Quando si parla di povertà delle donne non ci si riferisce solo a un dato quantitativo: occorre far emergere la natura di genere del fenomeno. Parlare di dimensione di genere della povertà significa anche riconoscere che la deprivazione femminile dipende da una sinergia negativa tra dinamiche di genere nei tre fondamentali sistemi di distribuzione delle risorse: la famiglia, il mercato del lavoro e il welfare state, sistemi in cui le donne, a fronte di eventi critici, rischiano di rimanere intrappolate in un legame di dipendenza.
L'elemento cruciale per un'adeguata comprensione della povertà femminile è sicuramente quello familiare. Nel quadro dei nuovi scenari familiari vi sono dei processi, come la defamiliarizzazione, che rendono più vulnerabili le donne e più visibile il rischio di impoverimento femminile, mentre altri fenomeni, come il mancato riconoscimento del lavoro di cura delle donne nella famiglia e la
dipendenza femminile, nascondono i meccanismi sociali e personali di marginalità delle donne.
1. Il progetto intende rispondere ad alcuni bisogni delle donne relativamente a disoccupazione, figli disabili e/o tossicodipendenti e alcol dipendenti.
2. Oikia vuole essere, per le donne adulte in situazione di disagio, uno strumento duttile ed efficace, proponendosi, laddove è possibile, come punto di partenza per un cammino di risocializzazione attraverso la promozione umana, la solidarietà, la condivisione, la competenza e soprattutto la differenziazione delle risposte ai molteplici problemi.
3. Sono previste attività concrete per perseguire i seguenti obiettivi educativi:
- affrontare le problematicità legate alla gestione domestica;
- affrontare le problematicità del mondo del lavoro e dell'inserimento lavorativo;
- progettare l'autonomia attraverso la risoluzione dei conflitti con l'arte della mediazione;
- affrontare le problematicità legate al disagio psicologico.
Le modalità di realizzazione dello Spazio di Accoglienza e Incontro fanno riferimento sia alla gestione complessiva dello Spazio che ai percorsi di risocializzazione delle singole ospiti.
Lo Spazio accoglierà un numero limitato di ospiti: sono previste non più di 5 presenze settimanali, donne adulte dell'area del disagio sociale, autosufficienti dal punto di vista fisico, ma con problematiche di disadattamento e dipendenze.
Le donne possono usufruire di colloqui in cui esplicitare i propri bisogni e tradurli in domande concrete di aiuto e di sostegno.
Per le ospiti che desiderino affrontare un percorso di risocializzazione si prevedono, oltre agli strumenti educativi e ai supporti psicologici interni, anche percorsi di accompagnamento ai Servizi della città di Milano e/o della zona di residenza dell'ospite.
Si prevedono, inoltre, momenti di socializzazione e di risocializzazione anche all'interno di strutture o territori problematici, concordando le modalità di gestione con responsabili, operatori e operatrici.
Si offriranno servizi di:
- accoglienza delle ospiti in un luogo confortevole;
- ascolto nell'ambito di colloqui individuali;
- accompagnamento ai servizi sociali e socio-sanitari territoriali (salute psicofisica, famiglia, lavoro);
- sostegno attraverso colloqui specialistici di consulenza legale e psicologica;
- aiuto reciproco nell'ambito di laboratori tematici sui temi della gestione dei conflitti e dell'autobiografia.
1. Messa a punto di percorsi personalizzati finalizzati all'acquisizione di autonomia delle ospiti prese in carico;
2. Messa a punto di strumenti educativi e formativi funzionali al riconoscimento reciproco delle persone accolte attraverso lo strumento del gruppo di lavoro e/o auto-aiuto;
3. Avvio e consolidamento di attività di autoimprenditorialità, autonomamente gestito dalle ospiti;
4. Consolidamento e ampliamento di uno o più spazi di accoglienza e incontro;
5. Acquisizione di sensibilità ed attenzione e di idonei strumenti di intervento da parte dei servizi territoriali alle problematiche femminili nella loro complessità e specificità di genere;
6. Costruzione di una rete di contatti e di collaborazione tra i servizi territoriali.
Il progetto si rivolge a donne adulte - sole, sole con figli a carico, mogli e madri in famiglie multiproblematiche -, nello specifico anche a donne anziane, donne immigrate, donne diversamente abili, donne vittime di maltrattamento familiare e lavorativo.
Il progetto è finanziato da Fondazione Ravasi.
Al progetto collaborano:
- Associazione Fratelli dell'Uomo
- Gruppo Promozione Donna
- Last Associazione Culturale
- A.C.L.I. Associazioni Cristiane Lavoratori italiani
- NAGA Associazione Volontaria di Assistenza Socio-Sanitaria e per i Diritti di Cittadini Stranieri, Rom e Sinti
Fino al 31 dicembre 2011.
Dott.ssa Adriana De Benedittis
Cell. 345/2162208