freccia Ricerche e Indagini

In questa sezione troverete studi e ricerche attinenti le problematiche di genere.


USCITE TRANSITORIE. Le dimissioni delle lavoratrici madri nel primo anno di vita dei figli
USCITE TRANSITORIE. Le dimissioni delle lavoratrici madri nel primo anno di vita dei figli

Questo lavoro è il frutto della collaborazione tra l'Ufficio della Consigliera di Parità della Provincia di Milano e la Direzione Provinciale del Lavoro di Milano.
Le problematiche legate alla gravidanza ed alla maternità, che spesso portano alle dimissioni entro il primo anno di vita dei figli, hanno costituito, in questi anni, una delle principali motivazioni di uscita dal mondo del lavoro, spesso senza ritorno.
Per questo motivo la Consigliera di Parità della Provincia di Milano ha voluto incontrare di persona le donne che non ce la fanno ed abbandonano il lavoro nel primo anno di vita del figlio, abbiamo voluto conoscerle, comprenderne le motivazioni vere, cercare di trovare soluzioni che potessero salvare il posto di lavoro o quanto meno permettere alle future mamme di lavorare in serenità anche dopo la gravidanza.
Questo documento cerca di comprendere il fenomeno e di mettere a fuoco delle soluzioni; dà conto degli incontri e delle riflessioni sugli interventi necessari ad interrompere la catena di abbandoni.


Note
Gruppo di lavoro
Direzione scientifica: Manuela Samek Lodovici, Renata Semenza
Coordinamento: Gabriella Merlo
Ricercatori: Silvia Beltrametti, Paolo Bonomi, Elena Broccini, Erika Freschi, Daniela Loi
Editing: Stefania Rossi
giugno 2010


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LAVORO E POLITICHE DI GENERE.<BR>Strategie e strumenti per una nuova divisione del lavoro sociale
LAVORO E POLITICHE DI GENERE.
Strategie e strumenti per una nuova divisione del lavoro sociale

A dieci anni dall'avvio in Italia delle politiche per le pari opportunità, il volume fa il punto sui risultati ottenuti, analizzando il ruolo delle politiche di genere per il cambiamento del lavoro femminile, e soffermandosi sui principali interventi che hanno caratterizzato le politiche di parità: contro le discriminazioni di genere sul lavoro in Italia, come esito dell'azione sul territorio da parte delle consigliere di parità; per la conciliazione tra ruolo lavorativo e responsabilità familiari in Italia e in Europa; per la promozione dell'imprenditorialità femminile.
Nell'anno europeo per le pari opportunità, a sedici anni dall'avvio nel nostro paese delle politiche finalizzate a questo obiettivo, il volume si propone di fare il punto sui risultati ottenuti. Dopo una introduzione volta a inquadrare la tematica del volume, la prima parte del libro è dedicata al ruolo delle politiche di genere per il cambiamento del lavoro femminile e alla loro evoluzione ai diversi livelli europeo, nazionale e regionale, fornendo una chiave di lettura sulle strategie perseguite e sugli strumenti di intervento proposti ed utilizzati. La seconda parte è dedicata all'analisi specifica dei principali interventi che hanno caratterizzato le politiche di parità nell'ultimo decennio: il primo riguarda il tema della conciliazione tra ruolo lavorativo e responsabilità familiari in Italia e in Europa, il secondo è quello contro le discriminazioni di genere sul lavoro in Italia come esito dell'azione sul territorio da parte delle consigliere di parità, l'ultimo è dedicato alle misure per la promozione dell'imprenditorialità femminile. Il testo, corredato di una bibliografia tematica e frutto della collaborazione tra esperte del campo, si propone, oltre che di fornire un inquadramento generale sul tema, come strumento utile per operatori del settore consentendo una riflessione sul livello di raggiungimento degli obiettivi iniziali, sugli strumenti utilizzati e sulle possibili metodologie di valutazione.


Note
A cura di Adriana Signorelli
Ed. FrancoAngeli, 2007
pp. 272







NON È SEMPRE LA SOLITA STORIA.<BR>Interrogare la tradizione, dar voce alla differenza di genere nelle pratiche educative
NON È SEMPRE LA SOLITA STORIA.
Interrogare la tradizione, dar voce alla differenza di genere nelle pratiche educative

Nascere in un corpo femminile o maschile è la prima condizione con cui ogni soggetto umano si pone al cospetto della storia, dalla quale riceve opportunità e risorse ma anche impedimenti e vincoli. Per chi è investito di responsabilità educative (genitori, educatrici/educatori, insegnanti), fare della differenza un'esperienza di crescita significa saper contestualizzare la propria soggettività sessuata nel tempo e nella società, stabilire un rapporto maturo e consapevole con la cultura, le discriminazioni e le potenzialità in essa contenute, affinché il rapporto con l'altro/l'altra possa godere di un più ampio margine di espressione e libertà. Questa esigenza è avvertita dai genitori e dal personale dei servizi educativi e scolastici. Le domande che più frequentemente l'accompagnano sono: come tradurre quanto è motivo di intuizione in agire educativo? In che modo l'intenzionalità può orientare la pratica? Cosa possono fare i genitori e, più in generale, le istituzioni educative per aiutare bambini e bambine a diventare via via più consapevoli di sé, più responsabili dei propri processi di crescita e più rispettosi di quelli altrui?A questi interrogativi ha cercato di dare risposta il percorso formativo narrato in questo volume, che ha coinvolto un gruppo di educatrici di asilo nido, di scuola dell'infanzia e di scuola primaria del Comune di Carpi. L'esperienza è stata condotta da Elisabetta Musi e promossa dalla Commissione Pari Opportunità in collaborazione con l'Assessorato alle Politiche Scolastiche del Comune di Carpi. L'obiettivo di favorire la conoscenza di sé nelle bambine e nei bambini è stato perseguito attraverso un lavoro preliminare di riflessione critica sulla propria soggettività da parte di educatrici e insegnanti. L'analisi si è progressivamente estesa alle implicazioni filosofiche, antropologiche, sociologiche ed etiche contenute nel tema della differenza, nel tentativo di cogliere l'origine della disparità e individuare nuovi paradigmi concettuali con cui operare un cambiamento. A conclusione del percorso sono state realizzate alcune esperienze didattiche con bambini e bambine e di confronto con i genitori.


Note
A cura di Elisabetta Musi
Ed. FrancoAngeli, 2008
pp. 144







I GENERI DELLA VIOLENZA. <BR>Geografie, modelli, politiche
I GENERI DELLA VIOLENZA.
Geografie, modelli, politiche

Guardare alla violenza contro le donne attraverso l'ottica dei diritti umani aiuta a comprendere come la violenza neghi alle donne e alle ragazze i più fondamentali diritti: la vita, la libertà, l'integrità corporea, la libertà di movimento e la dignità della persona. La violenza limita le scelte delle donne, le loro opzioni e comportamenti, poiché la sicurezza personale prevale fortemente nelle decisioni quotidiane: è sicuro viaggiare da sole? Passeggiare da sole? Recarsi ad un appuntamento di notte? Contestare un'affermazione o una decisione? Il volume cerca di rispondere alle domande formulate da Elizabeth Kelly sull'impatto della violenza sulla vita delle donne


Note
A cura di Maria Grazia Passuello, Giovanni Battista Sgritta, Valeria Longo
Ed. FrancoAngeli, 2008
pp. 176







<P>FEMMINICIDIO. Dalla denuncia sociale al riconoscimento giuridico internazionale<BR></P>

FEMMINICIDIO. Dalla denuncia sociale al riconoscimento giuridico internazionale


Il termine “femminicidio”, nato in occasione della strage delle donne di Ciudad Juarez, indica la violenza fisica, psicologica, economica, istituzionale, rivolta contro la donna «in quanto donna». Il testo illustra le tesi elaborate in Centroamerica sulle cause del femminicidio ed espone i meccanismi di indagine e di denuncia, i risultati di ricerche locali, le politiche sviluppate, la richiesta di riconoscimento giuridico del femminicidio come specifico reato e crimine.
Femminicidio è la violenza fisica, psicologica, economica, istituzionale, rivolta contro la donna "in quanto donna", perché non rispetta il ruolo sociale impostole. L'autrice illustra, inoltre, le tesi elaborate in Centroamerica sulle cause del femminicidio ed espone i meccanismi di indagine e di denuncia, i dati risultanti dalle ricerche locali, le politiche sviluppate sulla loro base, la conseguente richiesta di riconoscimento giuridico del femminicidio come specifico reato e come crimine contro l'umanità. Ora, grazie alla copertura mediatica del caso messicano, il femminicidio non rappresenta più solo una specificità centroamericana, ma ha assunto una valenza generale, uscendo dall'ambito importante, ma ristretto, della descrizione di un fenomeno locale per costruirsi come concetto giuridico, di rilevanza interna e internazionale. Il percorso di riconoscimento del femminicidio come crimine contro l'umanità, ora preso in considerazione anche a livello europeo, ha una valenza universale: consente di individuare il filo rosso che segna, a livello globale, la matrice comune di ogni forma di violenza e discriminazione contro le donne, ovvero la mancata considerazione della dignità delle stesse come persone. Non rispettare i diritti delle donne lede l'umanità tutta: tale affermazione pone le basi per la costruzione di relazioni sociali diverse, incentrate sulla Persona in quanto tale e sul rispetto reciproco a prescindere da ogni forma di diversità, sia essa sessuale, etnica, giuridica o ideologica.


Note
A cura di Barbara Spinelli
Ed. FrancoAngeli, 2008
pp. 208








Le scelte delle piccole e medie Aziende della Provincia di Milano per lo sviluppo di politiche di pari opportunità e l'utilizzo di risorse per le azioni positive
Le scelte delle piccole e medie Aziende della Provincia di Milano per lo sviluppo di politiche di pari opportunità e l'utilizzo di risorse per le azioni positive

La parità tra soggetti differenti si promuove e si realizza soprattutto non eludendo le  reali condizioni  di fatto caratterizzanti i  soggetti interessati.
Promuovere e garantire l'occupazione femminile, allora, significa anche attivare politiche di conciliazione fra lavoro e vita familiare, soprattutto in un paese quale è  l'Italia, ove il carico della gestione familiare grava quasi esclusivamente sulle donne e dove i servizi sociali non coprono ancora le effettive esigenze delle persone.
Il legislatore, con la legge n. 53 del 2000, ha inteso proprio individuare una serie di interventi finalizzati ad incidere sulla cultura organizzativa dell'impresa, con l'intento di radicare prassi che possano favorire la presenza femminile nei luoghi di lavoro.

L'esperienza ha però insegnato che le "buone prassi", peraltro incentivate con finanziamenti che ne alleggeriscono l'onere gravante sull'impresa, sono state promosse e realizzate quasi esclusivamente dalle grandi imprese.
Si rende pertanto necessario, in prima battuta, indagare i motivi che inducono le medie e piccole imprese a non usufruire delle occasioni offerte dalla legislazione in vigore, per poi poter intervenire con misure che permettano alle politiche di conciliazione di raggiungere in modo ramificato tutto il tessuto produttivo. Occorre che la conciliazione tra lavoro e famiglia divenga per le donne, ma in futuro anche per gli uomini, una pratica diffusa, uscendo da una sperimentazione che, seppure meritevole, resta però troppo marginale ed elitaria.

La ricerca che abbiamo commissionato vuole essere un primo contributo alla riflessione che auspichiamo si apra su questi temi: fermo restando che sarà nostro impegno approfondire, divulgare e promuovere ogni pratica che favorisca e migliori il radicamento delle politiche delle pari opportunità nel mondo produttivo.

Avv. Tatiana Biagioni
Consigliera di parità effettiva della Provincia di Milano

 Avv. Velia Addonizio
 Consigliera di parità supplente della Provincia di Milano



Note
La ricerca commissionata dalla Consigliera di Parità della Provincia di Milano è stata realizzata da Giuseppa Madami e Clara Bassanini


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<P>CONSULTIAMOCI</P>
<P>Proposte e considerazioni sul futuro dei consultori</P>

CONSULTIAMOCI

Proposte e considerazioni sul futuro dei consultori


Durante gli incontri organizzati negli anni, l'Associazione Da Donna a Donna e i quartieri hanno riconosciuto in più occasioni la necessità di interventi volti alla rivitalizzazione, riconnotazione e a una maggiore centralità territoriale di alcuni servizi.
Da questi stimoli è emerso il bisogno di ripensare il ruolo dei consultori familiari, attraverso un lavoro di riprogettazione che, partendo dalle impostazioni di fondo dei consultori stessi, li ricollochi nel nuovo contesto sociale e sanitario, interpretando, nella definizione degli obiettivi e quindi nell'offerta dei servizi, i nuovi bisogni presenti.

La ricerca presentata in questo volume e gli interventi in essa contenuti è un virtuoso strumento di riflessione per rilanciare il ruolo dei consultori pubblici, quale luogo privilegiato di accoglienza, ascolto e confronto di nuove e vecchie esigenze. Un luogo che nel corso degli ultimi decenni ha perso il rapporto privilegiato con una fetta della popolazione, femminile e non, ritenuto indispensabile per affrontare i molteplici temi della salute, della prevenzione, della sessualità,
della maternità e paternità, della violenza sessuale e domestica.



Note
Edizione a cura del Comitato Pari Opportunità del Comune di Sesto San Giovanni


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LA GEOGRAFIA DELLE PARI OPPORTUNITA’<BR>Mappa delle Commissioni pari opportunità a livello regionale e provinciale
LA GEOGRAFIA DELLE PARI OPPORTUNITA’
Mappa delle Commissioni pari opportunità a livello regionale e provinciale

Nel corso degli ultimi venti anni, la condizione femminile del nostro paese è notevolmente cambiata con la conquista di sempre più alti e significativi traguardi e il superamento di ritardi e arretratezze. Un processo di grande portata si è avviato, ma esso non procede con la necessaria velocità in modo che i suoi benefici riescano a raggiungere tutte le donne e, soprattutto, tutte le aree del paese. La nuova Commissione per le pari opportunità fra uomo e donna incardinata ora nel Dipartimento per le pari opportunità, ottimizzando le risorse e valorizzando le competenze e le conoscenze, potrà costituire i motore di iniziative per il sostegno di politiche che favoriscano l’ulteriore sviluppo degli organismi di parità e la loro valorizzazione. Nell’ottica di riflettere sugli organismi istituzionali di parità a livello locale e regionale per aumentarne l’efficacia, si è mosso il presente progetto che definisce, da una parte, la collocazione geografica degli organismi di parità, dall’altra mette in luce il ruolo di ognuno di essi, con il fine di tessere una rete di scambio di esperienze, di elaborazioni e di proposte per: rimuovere gli ostacoli che di fatto ancora costituiscono discriminazione diretta e/o indiretta nei confronti delle donne; valorizzare le differenze di genere; favorire il riequilibrio della rappresentanza tra uomini e donne in tutti i luoghi decisionali.



Note
Ministero per le Pari Opportunità – Commissione per le Pari Opportunità fra Uomo e Donna
Demetra – Atti e Interventi n° 17
2006
71 pagine


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UN FENOMENO COMPLESSO: IL LAVORO FEMMINILE IMMIGRATO
UN FENOMENO COMPLESSO: IL LAVORO FEMMINILE IMMIGRATO

L'Inps pubblica l'indagine, a cura del Coordinamento e Supporto attività connesse al Fenomeno Migratorio, sull'occupazione femminile delle cittadine straniere dal titolo "Un fenomeno complesso: il lavoro femminile immigrato". La ricerca analizza il ruolo delle donne nella storia dell'immigrazione in Italia, la presenza delle donne immigrate nel mercato del lavoro, il contributo e le difficoltà delle donne immigrate come soggetti economici e come utenti del sistema di assistenza sociale, le discriminazioni subite nel contesto lavorativo. 



Note

INPS – Coordinamento e Supporto attività connesse al Fenomeno Migratorio
2007
64 pagine




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FILOSOFIA DELLE DONNE
FILOSOFIA DELLE DONNE

Tradizionalmente, la storia della filosofia occidentale non ha documentato il pensiero di donne filosofe: non troviamo nei manuali le teorie di Diotima, Ipazia e Elisabetta del Palatinato accanto a quelle di Platone, Descartes e Kant. La filosofia, però, quando viene praticata bene, è una conversazione fra punti di vista diversi in cui le ragioni a favore e contro sono espresse e discusse con l’obiettivo di mantenere e rafforzare le interpretazioni più convincenti. Quando le teorie filosofiche tradizionali interagiscono con sistemi filosofici di stampo femminista si producono nozioni e idee originali, che riflettono con maggiore fedeltà esperienze di vita reale. Questa la tesi forte alla base del volume di Pieranna Garavaso e Nicla Vassallo: nelle loro pagine le donne parlano come protagoniste e soggetti del dialogo filosofico, discutono di identità personale e conoscenza, allargano il campo del confronto scardinando i percorsi rafforzati dalla tradizione.



Note
Nicla Vassallo, Pieranna Garavaso
Edizioni Laterza
2007
174 pagine








<P>PARITÀ SUL LAVORO<BR>Pari Opportunità e occupazione nella grande impresa</P>

PARITÀ SUL LAVORO
Pari Opportunità e occupazione nella grande impresa


L’analisi settoriale, relativa ai dati forniti da 3500 aziende della regione Lombardia e riguardante gli anni dal 2000 al 2003, vuole indagare sulle reali opportunità per le donne di entrare ma soprattutto di rimanere nel mondo della grande impresa lombarda.
La grande quantità di informazioni raccolte, rielaborate e presentate, permette di inquadrare le dinamiche del mercato del lavoro e i percorsi occupazionali di donne e uomini, evidenziando il permanere di situazioni di squilibrio che penalizzano le lavoratrici.
Il rapporto che scaturisce da queste informazioni rappresenta un’importante fonte a disposizione delle aziende e delle istituzioni, utile all’adozione di politiche attive del lavoro efficaci per il raggiungimento di due obiettivi prioritari e cioè il superamento delle discriminazioni di genere, ancora presenti nell’organizzazione del lavoro e la valorizzazione della preziosa risorsa femminile.



Note
Alessandro Gaj (a cura di)
Guerini e Associati
2006







<P>DONNE E ISTITUZIONI POLITICHE.<BR>Analisi critica e materiali di apporfondimento</P>

DONNE E ISTITUZIONI POLITICHE.
Analisi critica e materiali di apporfondimento


Questo volume contiene una serie di riflessioni maturate nell'ambito del corso "Donne, politica e istituzioni" che si è tenuto nell'anno 2005 presso l'Università degli studi di Milano, su iniziativa del Ministero per le Pari opportunità che si è avvalso dell'organizzazione congiunta della Facoltà di Giurisprudenza e di Scienze Politiche.
La presenza femminile nella rappresentanza politica risulta estremamente più bassa in Italia che in gran parte dei confronti internazionali e si riscontra anche una scarsa attenzione al problema.
Le autrici esaminano il tema della sottorappresentanza femminile in una prospettiva storica e in contesto internazionale inserendo inoltre l'analisi dei "lavori in corso" della Corte Costituzionale e della revisione della Carta Costituzionale.
L'abbondante materiale legislativo allegato completa l'esauriente trattazione delle tematiche di "genere".



Note
Marilisa D'Amico e Alessandra Concaro
G. Giappichelli Editore
2006
153 pagine







<P>L'URBANITÀ DELLE DONNE.<BR>Creare, faticare, governare e altro</P>

L'URBANITÀ DELLE DONNE.
Creare, faticare, governare e altro


Il volume racconta di città italiane: da Milano a Palermo, passando per Torino, Genova, Bologna, Roma, Bari, toccando anche realtà di medie dimensioni come Monza, Pistoia, Sassari e assumendo come punto di osservazione le pratiche urbane delle donne.
Città schizofreniche nelle quali produzioni di eventi e consumo, fatiche quotidiane e asperità del vivere rinviano a un'idea di città densa di lacerazioni sociali, culturali e territoriali. Le donne, che non hanno mai perso il loro legame con i problemi della quotidianità, sono le prime a subire sulla propria pelle le conseguenze di tali lacerazioni, ma sono anche i soggetti più dotati di risorse per poter ricucire queste nostre città sempre più sconnesse, e ciò grazie alle competenze e professionalità maturate.
Per poter cogliere le ragioni che oggi inducono molte città a rendersi attraenti e sempre più competitive, la prima parte del volume si occupa di grandi eventi, del ruolo dell'architettura nei processi di riqualificazione urbana, del nesso orami consolidato tra produzione culturale e nuove forme di imprenditorialità. Per evidenziare invece gli aspetti contraddittori del vivere urbano, la seconda parte del volume analizza i nodi critici della povertà, dell'immigrazione, delle complesse forme di mobilità, della sicurezza urbana. Per cogliere le ragioni anacronistiche di esclusione delle donne dal governo e dalla politica, la terza parte prende in considerazione l'amministrazione, le forme di partecipazione e di associazione, la questione dell'abitare come domanda di riorganizzazione delle città.


Note
Antonietta Mazzette (a cura di)
FrancoAngeli
2006







GIOVANI DONNE VERSO L’AUTONOMIA E L’INDIPENDENZA
GIOVANI DONNE VERSO L’AUTONOMIA E L’INDIPENDENZA

La ricerca indaga sui percorsi di transizione alla vita adulta sperimentati dalle giovani donne italiane, in particolare da quelle lombarde.
La transizione all’età adulta rappresenta un momento fondamentale del percorso di costruzione dell’identità di ciascun individuo. Fattori socio-culturali e contesti socio-economici rappresentano un crocevia fondamentale dei tempi e dei modi di realizzazione di questo processo.
Il primo modulo, redatto dall’Istituto IARD, ricostruisce le tendenze in atto relative agli orientamenti di valore, atteggiamenti e percorsi verso i ruoli adulti delle giovani donne in Italia.
Il secondo modulo, svolto da GENDER consulenza formazione ricerca è invece di tipo qualitativo e analizza come il desiderio e la scelta di maternità si inserisca nella vita personale e lavorativa delle giovani donne lombarde.
L’analisi è stata fatta attraverso interviste a testimoni privilegiati e focus group con giovani donne


Note
Rapporto di ricerca IRER
Responsabile di progetto: Daniela Gregorio
Committente: Consiglio Regionale della Lombardia
Anno 2006







CHE GENERE DI MICROIMPRESA?<BR>Analisi comparata tra microimprese femminili e maschili in Lombardia
CHE GENERE DI MICROIMPRESA?
Analisi comparata tra microimprese femminili e maschili in Lombardia

L'imprenditorialità femminile è un fenomeno emergente, legato alla posizione per molti aspetti nuova che la donna occupa nella società e nel mondo del lavoro. La partecipazione femminile alla vita sociale, oltre che da una solida scolarità, e da un forte desiderio di affermazione, è caratterizzata, a differenza di quella maschile, dall'attenzione al privato, e, quindi, a quelle nuove soluzioni organizzative che permettano la conciliazione dei tempi di lavoro con quelli della famiglia: argomento assai attuale e molto dibattuto, soprattutto nelle grandi concentrazioni metropolitane.



Note
Rapporto di ricerca IRER
Responsabile di progetto: Daniela Gregorio
Committente: Consiglio Regionale della Regione Lombardia
Codice IReR: 2005C012
Anno 2006








DONNE E ISTITUZIONI: TRA POTERE E RAPPRESENTANZA POLITICA
DONNE E ISTITUZIONI: TRA POTERE E RAPPRESENTANZA POLITICA

La ricerca svolge un'analisi del tema delle pari opportunità e delle differenze di genere nell'esperienza statutaria. Essa si propone, attraverso un'analisi dello stato del tema a livello nazionale, con l'esame degli statuti regionali finora approvati o in via di approvazione e con riferimento a modelli rinvenibili anche in altri Stati europei, di ottenere un quadro chiaro ed esaustivo sulle differenti prospettive che dovrà affrontare il legislatore regionale in sede di approvazione dello statuto. La ricerca dedica ampio spazio anche all'analisi della tematica negli enti locali "minori" della Lombardia, cioè nelle Province e nei Comuni: essa dà conto, con una prospettiva nuova rispetto agli studi su questo tema, dell'esistenza della previsione di numerose clausole antidiscriminatorie e di organismi di parità anche negli statuti provinciali e comunali. Principi e norme, però, non sempre conosciuti e soprattutto applicati. In una parte finale, la ricerca dà atto dell'esistenza di clausole antidiscriminatorie negli statuti di alcuni partiti politici e dei sindacati confederali, dove è stata fatta una (positiva) esperienza delle cd. quote rosa. In conclusione, come avviene nel campo delle problematiche sostanziali, in Italia, in materia di pari opportunità, le norme non mancano, quel che manca è piuttosto la loro effettiva e ampia applicazione, nonché una diffusa consapevolezza della loro esistenza.



Note
Rapporto di ricerca IRER
Responsabile di progetto: Daniela Gregorio
Committente: Presidenza della Regione Lombardia
Codice IReR: 2006A017
Anno 2007



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<P>DONNE, POLITICA E STEREOTIPI.</P>
<P>Perchè l'ovvio non cambia?</P>

DONNE, POLITICA E STEREOTIPI.

Perchè l'ovvio non cambia?


L'uguale partecipazione degli uomini e delle donne ai livelli alti del potere non è certo una questione di fondo dell'odierna Democrazia. Perché? Nelle ricerche e nei sondaggi, i cittadini chiedono una presenza massiccia delle donne in politica. Eppure Deputate e Senatrici rimangono ferme sulla soglia del 10%. Perché? I mass media rappresentano i modelli di uomo e di donna secondo gli stereotipi più tradizionali. La televisione usa il corpo femminile come richiamo assoluto ed esilia le 'Politiche' in una zona d'invisibilità, riducendole a portavoce di una politica ancora in mano agli uomini. Ma a volte sono le donne stesse a gestire potere e affetti in una modalità che le rende complici di quella cultura loro nemica che separa i ruoli di maschi e femmine. L'irruzione all'interno della "macchina televisiva" di donne forti, che infrangono una serie di generalizzazioni e di luoghi comuni, indica che è possibile giocare sugli stereotipi, spostarli. Ma non eliminarli. L'ovvio si ripresenta inaspettato e caparbiamente intrecciato al nostro modo di pensare. Interviste a donne Parlamentari, commenti di giornaliste ed esperte della comunicazione, analisi di programmi televisivi: questa ricca e appassionata indagine racconta e interpreta le ragioni che ci impediscono di rifiutare gli stereotipi e di trasformare le immagini degli uomini e delle donne radicate in tutti noi.



Note
Francesca Molfino
Baldini Castaldi Dalai
2006
360 pagine







<STRONG>FAMALE JOB</STRONG><BR><EM>Sistemi per la conciliazione vita – lavoro delle donne milanesi</EM>
FAMALE JOB
Sistemi per la conciliazione vita – lavoro delle donne milanesi

Negli ultimi anni a Milano si è assistito a un significativo sviluppo dell’offerta privata di servizi educativi per bambini da 0 a 3 anni incentivato sia dalle scelta dell’Amministrazione Comunale sia dalle politiche di sviluppo dell’imprenditoria femminile, che tradizionalmente trovano nei servizi alla persona uno dei suoi ambiti privilegiati di sviluppo. Nell’ambito del progetto Equal “FEMALE JOB” la fase di ricerca sull’offerta dei servizi, seguita dall’indagine sulla domanda, ha una funzione propedeutica a quella successiva di Creazione di Impresa, utile ad indirizzare lo sviluppo di nuove imprese in quest’area di attività.


Note
Comune di Milano, Università degli studi Milano Bicocca, Fondazione scuole civiche di Milano, Multimediamente s.r.l., Servifor s.r.l., Agenzia per la formazione e il lavoro, Conform s.r.l., ADV Service s.r.l.
Progetto Equal IT-G2-LOM-071
Milano 2006



LinK  http://www.femalejob.net/






PROFESSIONI DA DONNA?

Verso il mercato del lavoro: indagine su aspettative e motivazioni delle studentesse e sugli orientamenti delle aziende in Lombardia



Si parla ormai con naturalezza del sorpasso delle ragazze sui loro coetanei, in termini di successo scolastico (qualitativo e quantitativo); il numero di giovani donne che si iscrivono a ingegneria è raddoppiato negli ultimi 15 anni; il tasso di occupazione, nella nostra regione, per le fasce di età centrali non è molto lontano dall'obiettivo di Lisbona; aumentano le iniziative per cercare di conciliare i tempi per la vita familiare con quelli del lavoro. Ma resta ancora molto da fare per superare la persistente ineguaglianza nella ripartizione di maschi e femmine nei diversi settori, a partire dalle scelte scolastiche per finire agli sbocchi professionali. In questa ricerca viene confermato che il fenomeno della segregazione occupazionale e formativa non è ancora superato. Studiare i vissuti dei giovani e delle giovani rispetto al processo che quotidianamente intraprendono verso la costruzione della propria indipendenza, in connessione con gli scenari economici e aziendali attuali può fornire utili chiavi di lettura per comprendere i meccanismi di incontro tra domanda e offerta in un mercato del lavoro in continuo cambiamento.


Note
Simona Guglielmi – Istituto Iard, Beatrice Perucci – Gender (a cura di)
Ricerca promossa da: Ufficio Consigliera Regionale di Parità e Regione Lombardia
Milano 2006


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LinK  http://www.consiglieradiparita-regionelombardia.it/





<P><STRONG>LA SCOMPARSA DELLE DONNE</STRONG></P>
<P><EM>Maschile, femminile e altre cose del genere</EM></P>

LA SCOMPARSA DELLE DONNE

Maschile, femminile e altre cose del genere


"Il momento è oggi. Siamo sul crinale. L'emancipazione è al suo climax, e a questo punto ci tocca scegliere." Marina Terragni, la giornalista che in questi anni ha saputo raccontare con maggiore competenza e intensità l'avventura del maschile e del femminile, lancia un allarme, un appello e una sfida a tutte le donne. Si deve e si può tornare a praticare la propria femminilità senza perderci nulla, e anzi guadagnando in libertà e felicità. Vivere pienamente la differenza è il solo modo di essere davvero pari. "Un gran lavoro, ma io credo che sia proprio il lavoro che oggi c'è da fare." Il rischio, come avverte il titolo, è quello della scomparsa, l'estinzione delle donne e l'omologazione sessuale. E adesso che anche gli uomini sono in crisi, come "scorticati" dalla fine del patriarcato, ma forse proprio per questo più interessanti, è il momento di distogliere le energie dalla rincorsa del modello maschile "globale" e investirle nella ricerca di una civiltà femminile, per il bene delle donne e degli uomini: "Il mondo è pieno di tracce di questo universo femminile, di indizi che aspettano solo che qualcuna li scopra, e questo libro vuole scoprirne qualcuno. Si tratta di saper vedere quello che c'è e di farlo fiorire. Ci sono tracce di un mondo femminile nelle parole che usiamo, in certi scarti della lingua da cui trapela inaspettatamente 'qualcosa d'altro'. Nelle cose che insistiamo a fare e in quelle che invece ci ostiniamo a non voler fare, per esempio la politica com'è comunemente intesa. Nella caparbietà con cui ci aspettiamo sempre che alla fine l'abbia vinta l'amore. (...) Nel fatto che siamo sempre in cerca di qualcosa che ancora non si vede, eppure siamo sicure che c'è".


Note
Marina Terragni
Mondadori
Milano 2007







<STRONG>LA RESISTIBILE ASCESA DELLE DONNE IN ITALIA</STRONG><BR><EM>Stereotipi di genere e costruzione di nuove identità</EM>
LA RESISTIBILE ASCESA DELLE DONNE IN ITALIA
Stereotipi di genere e costruzione di nuove identità

Qualcosa sta cambiando in Italia. Aumenta il numero delle donne con un alto livello di istruzione, che riescono ad occupare posizioni dirigenziali nel mercato del lavoro, sempre più sicure delle proprie aspettative e dei propri progetti. Che credono nella loro professione, pretendendo adeguati riconoscimenti in termini di carriera, prestigio e denaro. E che non sono disposte a rinunciare al ruolo di mogli e madri.
E’ una trasformazione silenziosa che avviene nella solitudine della dimensione privata, mentre nel quotidiano le donne devono confrontarsi con stereotipi duri a morire. Perché qualcosa cambi davvero occorre dunque uno sforzo in più, occorre rompere le vecchie abitudini dei ruoli maschili e femminili, attraverso un riconoscimento pubblico e politico. Occorre che la politica torni a essere  la spinta dell’innovazione sociale. L’autrice disegna una mappa dei cambiamenti in atto sul territorio nazionale attraverso le testimonianze di donne di età diversa e impiegate in diversi ambiti professionali. Il risultato è un caleidoscopio di micro-combattimenti femminili cui si accompagna la speranza di un avvicinamento tra uomini e donne per una battaglia di civiltà comune


Note
Francesca Zajczyk
Il Saggiatore
Milano 2007







<STRONG>MADRI SOLE E NUOVE FAMIGLIE</STRONG><BR><EM>Declinazioni inattese della genitorialità</EM>
MADRI SOLE E NUOVE FAMIGLIE
Declinazioni inattese della genitorialità

Il volume ripercorre le ricerche italiane sulle famiglie monogenitore e le ragioni della loro aumentata visibilità, esplorando le nuove tipologie emergenti e offrendo spunti originali sulla definizione stessa di questo tipo di nuclei. Infatti, il fuoco dell'attenzione viene posto anche sulla crescente presenza di nuclei familiari con padri soli. Inoltre, il volume considera per la prima volta altre figure emblematiche di genitori soli: le madri ed i padri immigrati, le badanti che lasciano i figli nel paese di origine, i nuclei omogenitoriali. In questo modo si propone un approccio teorico che mette in luce come la costruzione sociale della famiglia monogenitore corrisponda all'esperienza degli adulti con figli piuttosto che a quella dei figli.


Note
F. Bimbi, R. Trafiletti
Edizioni Lavoro
Roma 2006








LA SALUTE DELLA DONNA
Stato di salute e di assistenza nelle regioni italiane
Libro bianco

La salute della donna è cambiata perché è mutato il suo ruolo nella società: sempre più presente nel mondo del lavoro, ma sempre meno aiutata nel suo ruolo in casa, la donna si trova oggi ad essere attiva su più fronti contemporaneamente con inevitabili situazioni di stress che hanno un riflesso negativo sulla sua salute.
Le donne italiane vivono più a lungo degli uomini, ma vivono peggio, si ammalano di più poiché talune patologie sono legate proprio all'invecchiamento, e sono poi curate paradossalmente con farmaci non testaci specificatamente su di loro.
Talune patologie un tempo considerate appannaggio esclusivamente maschile (malattie cardiovascolari) vedono le donne in prima fila, ma la percezione del rischio non è corretta e questo porta sovente a perdere tempo prezioso nella diagnosi.
L'invecchiamento della popolazione femminile ha anche riflessi di tipo economico e sociale: per poter considerare le donne una risorsa e non un costo è bene che arrivino alla soglia della vecchiaia in buona salute e con un carico il più ridotto possibile di disabilità.
Stili di vita corretti e consuetudini sociali appropriate avranno un ruolo sempre più importante nel determinare la qualità della vecchiaia della popolazione femminile.
L'idea di pubblicare nel 2006 la prima edizione del Libro bianco sulla salute della donna nasce dal desiderio di approfondire la conoscenza dei bisogni di salute e le necessità di carattere assistenziale della popolazione femminile del nostro Paese.
La pubblicazione è suddivisa in due parti: la prima è dedicata alla descrizione della popolazione femminile italiana con dati riferiti agli aspetti demografici, ai tassi di sopravvivenza e di mortalità, ai livelli di istruzione, al lavoro e al tempo libero.
La seconda parte è invece incentrata sulle condizioni di salute e sull'assistenza sanitaria erogata nelle regioni italiane e vi vengono analizzate le principali patologie, sempre ponendo al centro dell'attenzione le differenze tra uomini e donne, anche in maniera trasversale tra regioni ed aree geografiche e, quando possibile, per fasce d'età.


Note
O.N.Da Osservatorio Nazionale sulla salute della donna
FrancoAngeli
Milano 2007


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SESSI E SESSISMO NEI TESTI SCOLASTICI
Un'analisi quantitativa e qualitativa della presenza di figure maschili e femminili

'Il percorso di emancipazione della donna non si e' ancora concluso ed e' fondamentale porsi il problema dell'educazione dei bambini e delle bambine, a partire dall'uso del linguaggio'.
''Sessi e sessismo nei testi scolastici'', pubblicato dalla Commissione regionale per le Pari opportunita', analizza le modalita' di rappresentazione dei generi femminile e maschile nei libri di testo delle elementari. ''La proposizione di modelli stereotipati e tradizionali fino dall'infanzia e' uno dei principali intralci all'affermazione di una vera parita' - ha scritto nella prefazione del libro la presidente della commissione Pari Opportunita' Chiara Grassi - che sia capace di valorizzare la cultura di cui entrambi i generi sono portatori, rispettandone le differenze''.
L'indagine dell'autrice, che si inserisce nel quadro del progetto Polite (Pari Opportunita' nei Libri di Testo), partendo dai libri di lettura delle quarte elementari, fa un'analisi quantitativa e qualitativa della presenza di figure maschili e femminili. Quello che risulta e' ancora il prevalere del ruolo maschile, e la tendenza all'immobilismo nel rappresentare la famiglia e il mondo del lavoro. Con una sorpresa: mentre il modello femminile sta lentamente cambiando, e' quello maschile a rimanere fissato in stereotipi tradizionali.
nei Libri di Testo), partendo dai libri di lettura delle quarte elementari, fa un'analisi quantitativa e qualitativa della presenza di figure maschili e femminili. Quello che risulta e' ancora il prevalere del ruolo maschile, e la tendenza all'immobilismo nel rappresentare la famiglia e il mondo del lavoro. Con una sorpresa: mentre il modello femminile sta lentamente cambiando, e' quello maschile a rimanere fissato in stereotipi tradizionali.



Note
Irene Biemmi
Commissione Regionale Pari Opportunità
Firenze 2006







<STRONG>QUANDO SI LAVORA CON LE TECNOLOGIE</STRONG><BR><EM>Donne e uomini nelle professioni dell'Information Communication Technology </EM>
QUANDO SI LAVORA CON LE TECNOLOGIE
Donne e uomini nelle professioni dell'Information Communication Technology

Sullo sfondo di un'ampia ricerca sulle nuove professioni nei settori dell'ICT svolta in sette paesi europei, gli autori del volume riflettono sui profondi cambiamenti dell'organizzazione del lavoro, delle relazioni di lavoro e della dimensione di genere nel lavoro post industriale. Vengono raccontate e analizzate le storie di vita e di carriera di donne e uomini che, in modi diversi, hanno legato la realizzazione delle proprie aspirazioni professionali alle nuove attività dell'informatica, dell'editoria multimediale e del web: come sono arrivati a queste professioni, cosa pensano della loro carriera, come conciliano il lavoro con la vita personale, che programmi hanno per il futuro.
Nel ricostruire i nuovi modi di lavorare – lavoro a progetto, lavoro in team, lavoro da casa – e l'influenza che questi hanno sulla vita delle persone, il volume sottolinea la portata positiva del cambiamento, mettendo in luce, in particolare, alcuni modelli emergenti di successo di partecipazione al lavoro delle donne



Note
Anna M.Ponzellini (a cura di)
Edizioni Lavoro
Roma 2006









Ricerche e Indagine